Ma, come nasce uno spettacolo? Nel senso, proprio dall’inizio?

Beh, sappiatelo, è un mistero! A volte sboccia osservando il cielo e afferrando l’idea che passa tra le nuvole, a volte scrutando la vita davanti ad un bicchiere di vino, o parlando per caso, osservando la gente mentre aspetti il treno: dipende. Ogni spettacolo ha la propria storia, i propri intrecci, i propri personaggi che lo aiutano a venire al mondo.

In ottemperanza al nostro che prevede un passepartout dietro le quinte, vi condurrò attraverso le tortuose vie della mia mente che giungono alla creazione di uno spettacolo. E quello che voglio raccontarvi comincia così.

Preferisci ascoltare il podcast? Eccolo qui, letto da me:

Tutto ebbe inizio con la solita telefonata.

“Pronto?”.

“Buongiorno, sono X, vorremmo creare un evento X presso il museo X. L’altra volta, signorina, è stata molto gradita la sua esibizione e quindi ci piacerebbe uno spettacolo di quelli che fa lei, per Giovedì Grasso”.

Ora parliamone, ho pensato in quel momento.  “Di quelli che fa lei? Ma cosa sono torte acqua e farina? Aspetti che trovo il libro degli spettacoli prefabbricati…. orpo, è fuori commercio! Vabbè”

“Signorina è in linea?”

“Ah, la ringrazio davvero, quindi, se ho capito bene, vorrebbe un concerto teatrale in tema carnevalesco?”

“Si esatto. Allora la aspettiamo per Giovedì Grasso? Grazie.”  

Solitudine immediata. Buio cosmico davanti a me! E mò che m’invento? Dai Ale, coraggio… immaginazione e musica sono la tua vita, assieme alla pizza, l’ispirazione arriverà come un fulmine a ciel sereno!

Sono i primi di settembre e immersa nelle luci autunnali, inizio a pensare a come poter costruire un evento carnevalesco che sia interessante, colto e fruibile nello stesso tempo. Difficile! Molto difficile.

Foto spettacolo Festino Musicale Alessandra Borin

I colori gentili del paesaggio tutto attorno poco ci azzeccano con la sfrontatezza del Carnevale. Ogni volta così noi artisti, ci mettiamo a studiare in Estate i pezzi per Natale, a Natale quelli per Pasqua e a gennaio il concerto di primavera. Un vero stressss!!!

La difficoltà poi resta sempre quella di riuscire a mantenere alto il livello culturale senza diventare banali e, come sempre, il musicista classico si trova a dover risolvere l’annoso problema: cultura o divertimento? Io non ho dubbi, ma a convincere gli altri è dura.

In queste situazioni ricche di aspettativa per le note melodie di tradizione poi, come mantenere un poco di integrità professionale non essendo un tenore?  Perché… dai, diciamocelo che con O sole mio e Nessun dorma quelli se la cavano sempre!

Rimbomba nella mia mente la voce della committenza… “musica che conoscono tutti però, eh?” oppure “mi raccomando che la gente si deve divertire”.

Ogni volta che sento pronunciare queste frasi, vedo cataste di musica meravigliosa scomparire nel buio cosmico del Nulla, come le creature di Fantàsia nella Storia Infinita!

No, non cedo!!! E mi chiedo come sia stato possibile che in Italia siano riusciti a mettere sullo stesso piano la sagra della salsiccia con il concerto per pianoforte e violino? Tra l’altro sappiate che i danari provengono spesso dallo stesso calderone e, siccome in Italia sono sempre fatalmente pochi per le cose belle, e bisogna scegliere, inesorabilmente l’amministratore preferisce divertire il più possibile gli elettori… tanto che poi, pianista e violinista si ritrovano alla sagra della salsiccia a bere sulle loro incomprese qualità professionali.  

Pensa che ti ripensa, incastra, accoppia, unisci. Niente. Buio. Ma dopo un lungo riflettere di settimane che non portava a nulla di buono… con il tempo che scorreva inesorabile verso la settimana X,  della data X, del concerto nel museo X, proposto dal signor X… uno scoppio improvviso, come un fulmine a ciel sereno, mi illuminò il cammino!

Finalmente dal mio gonnellino di Eta Beta (ho sempre desiderato il gonnellino di Eta Beta) è emersa con una potenza nucleare la soluzione che metterà pace tra il mio spirito aulico e le esigenze dei sollazzi carnevaleschi del popolo: Adriano Banchieri (Bologna 1568 – 1634)!

Adriano Banchieri
Adriano Banchieri

Trovo possa fare al caso mio proprio questo compositore, un giovanotto classe 1568, estremamente creativo e dallo spirito bizzarro! Di certo non si offenderà se mi ispiro ad un suo lavoro magari smontandolo un poco e rimontandolo a modo mio! Da uno che scelse come pseudonimo Attabalibba dal Perù e Camillo Scaligeri della Fratta, essendo per di più monaco, non mi aspetto davvero rimostranze. Ameeeen!!!

Orbene il signor Adriano Banchieri, per chi non lo sapesse, era un bolognese di nobile famiglia che nel 1608 a Venezia diede alle stampe il Festino nella sera del Giovedì Grasso avanti la cena, una gioiosa raccolta di madrigali a 5 voci estremamente divertente. Vi confesso che ascoltare questa musica mi predispone sempre al buon umore e quindi, siccome devo cantare proprio di Giovedì Grasso, la frittata è servita!

Il mio nuovo concerto teatrale sarà intitolato: Allegro con brio. Festino nella sera di Giovedì Grasso avanti la cena, alla moderna!”.  Un po’ lunghetto, ma è musicale!

Banchieri festino della sera del giovedì grasso copertina

Ora confezioniamo il tutto per far innamorare la gente!

Al posto dei madrigali a cinque voci (per ragioni logistiche avendo io una voce sola), metterò dei brani con melodie più o meno note che sazieranno le orecchie degli indomiti e canuti melomani miei committenti. Mi rivolgo così alla nostra più recente tradizione operistica, non rinunciando a qualche chicca di rara esecuzione.

Un vero crash temporale da inventore pazzo, irriverente e brillante. D’altronde cos’è carnevale se non rovesciamento e giustapposizione di elementi distanti? Carnevale, come il costume di Arlecchino, mette insieme colori e forme diverse per creare un unicum originale.

Trovata la via da seguire per il mio nuovo spettacolo, resta da ideare la cornice scenografica in stile Decò con il soprano che indossa piume e pennacchi in testa (d’altronde è pur sempre Carnevale, e poi quando ci vado in giro con le piume?), la mia mente elabora la struttura del concerto teatrale.

Decido senza ombra di dubbio di seguire il dipanarsi delle vicende e la sequenza degli argomenti esposte dal Banchieri nel suo Festino del 1608.

Trasmutando le divertenti rime della versione originale posso farne una versione alla moderna. Quindi farò apparire: il gondoliere, le maschere, il madrigale al dolce usignolo, gli amanti, il gioco del conte, la danza dei festinanti, mentre la storia di zia Bernardina devo proprio cambiarla perché, effettivamente è un po’ sconcia con il fatto che questa zia Bernardina fa qualcosa che non posso ripetere con un volatile in ficcato gola.

Signori, niente panico! Il gusto carnevalesco del Seicento non aveva mezzi termini se ci dovevano essere dei doppi sensi, non ci si tirava di certo indietro! Altro che musica pallosa come pensano in molti, la musica antica è divertentissima. Comunque, nonostante in tv oggi si vedano le peggio cose a qualunque ora del giorno, è meglio evitare, mi autocensuro che magari il raffinato pubblico ci resta male.

E ora manca da scrivere l’inizio, cioè il Prologo.

Leggo l’originale: Il Moderno Diletto tutti invita a un’opera di gusto e favorita”. Ah, ah, ah, caro caro Attabalibba dal Perù Camillo Scaligeri dalla Fratta, qui ora le prospettive sono cambiate, non siamo più nel Cinquecento e la musica moderna credo, non ti piacerebbe molto… oppure sì, chissà. Ah, penso che sarebbe bello avere la macchina del tempo per parlare con questi personaggi e scambiarsi dei raffronti! Di certo, visto che è carnevale, per far ridere tutti si può fare l’inversione, et voilà!

Adriano Banchieri la nobiltà dell'asino copertina

Ora è la Musica Antica a cacciare via quella Moderna che con impertinente “cicalamento”, cito il testo, s’oppone con i suoi “scatafazzi”, cito il testo, ai diesis e bemolli.  

Dai Ale che ce l’hai quasi fatta!!! Vedo e prevedo che il signor X e i suoi amici saranno felici!

Resta infine la chiusa del concerto

La vinata con il brindisi finale mi crea qualche perplessità. Cedo? Mi domando? Cedo? Vabbè che ormai faccio la only show man, ma un cin cin da sola?? Che tristezza!

Sento che il baluardo si sgretola. Una vocetta mi dice… “Eddai, Ale, fallo… fallo…cedi”.

Allora nella mia mente appare lui il tenore, tronfio nel suo essere tenore che mi fa l’occhiolino e mi dice “Ehi, baby, son qua”!

E quindi sospiro, cedo alla frangia nazional popolare che dall’ala destra del campo urla animosamente: “Te-no-re!!! Te-no-re!!! Te-no-re”. E vabbè, come lo facciamo un brindisi senza un tenore?

Ecco quindi servito il colpo di scena (mica tanto), la meraviglia di far apparire a fine recital, il tenore da in fondo la sala che, incedendo con la sua voce squillante, mi raggiunge con il bicchiere in mano.

Già me li vedo tutti li tra il pubblico con gli occhi lucidi e il loro “Ohhh” mentre sulle note note del tattarra del Beppino Nazionale si dilettano nel dirsi a vicenda: “Ah, bea, ciò …questa la so anca mi!”

Ahhh! Bene! Ora bisogna iniziare a studiare! Il gioco è fatto!

La committenza è felice e io ho fatto un’operazione culturale estrema, visto che Adriano Banchieri non è poi così conosciuto dal pubblico moderno, con mio grande dispiacere devo dire.

Locandina Spettacolo Festino musicale Alessandra Borin

Caro Adriano Banchieri Attabalippa Camillo,
tenterò di farti riemergere dai forzieri delle enciclopedie musicali e dai circoli ristretti della musica antica, per farti apprezzare almeno per una sera, come un vero cenerentolo anche laddove il tuo nome forse non sarebbe mai stato nominato.

Spero così, che dopo la mezzanotte qualche curioso venga stimolato ad ascoltare anche cercando semplicemente su You Tube la tua vera scrittura e la tua genialità contrappuntistica, che io da sola purtroppo non posso onorare, ma solo continuare ad ammirare.  

5 thoughts on “3. Bancheri alla moderna”

  1. La Tua creatività supera in “toto” quella assegnata dall’oroscopo ai nati nell’Acquario ! Più che un dizionario di parole la Tua mente è un’enciclopedia di sapere (magari lo circoscrivo nell’arte musicale, dato che hai parlato di Adriano Banchieri … io avrei detto “Chi è costui ?”). Aldilà del mio sincero complimento, è molto evidente la Tua passione per la musica e di come ci sai entrare sapendola modellare a Tuo piacere per l’altrettanto gusto (“l’orecchio”) dei partecipanti ai tuoi concerti. Brava !

  2. Fantastica…fantastica!!!Sei riuscita a trasportarmi in un mondo, per i più, sconosciuto con una simpatia…anzi in modo “allegro con brio”, che mi ha lasciato il sorriso sul viso. Grazie Alessandra solo così ci si può rendere conto di quanto il tuo lavoro….scusa…..la tua passione di vita sia variegata, complessa ma allo stesso tempo stravagante ed impegnativa. Grazie per il sorriso!!

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