Concerti di Natale

Parte prima: i dolori

Ah, il Natale

… che meraviglia! Nonostante il freddo e la neve, il cuore si scioglie dai gelidi obiettivi lavorativi per abbracciare la tradizione con tutto il suo calore!

Ah, il Natale

… un periodo pieno di luci alberi natalizi e lettere a Babbo Natale colori, e presepi, cioccolata calda e torroni, panforti e panpepati, croccanti panettoni, pandori, biscotti di zenzero…

Ah, a Natale!

Si sa, inspiegabilmente siamo tutti più buoni disponibili all’ascolto e al perdono, compriamo il regalo persino alla zia più acida, andiamo a trovare anche i parenti di cui non ci importa niente durante l’anno, sorridiamo alla collega di lavoro antipatica e facciamo la fila con pazienza davanti alle casse e persino i pensionati non ti passano più davanti… e tutti si ricordano della Musica.

Preferisci ascoltare il podcast? Eccolo qui, letto da me:

Sì, proprio così! A Natale improvvisamente la musica entra nel quotidiano e te la ritrovi ovunque, nei campanellini che tintinnano tra le corone di vischio e di pungitopo o nei collari delle renne di Babbo Natale (quelle vere) e poi in tutti gli oggettini meccanici, gli angioletti, i carillon… Improvvisamente anche più restii si addentrano ad ascoltare dei concerti e tutti diventano amanti dei canti di coro rispolverando quella magica parola che è: polifonia.

Ah, e poi gli zampognari che passano suonando tra le casette dei mercatini di Natale cozzando la musica, orribilmente, che viene fuori dagli altoparlanti che spuntano come funghi tra le casette dei mercatini di Natale!

bancarella di Natale

Già al 18 e19 dicembre tutti nei magazzini canticchiano Jingle Bells senza timore di esser giudicati e passando accanto, sorridiamo con il cuore riscoprendo improvvisamente i veri valore dell’umanità.  

Ah, il Natale un momento, dunque, di gioia spontaneità, buon cibo convivialità e amici il periodo più rilassante dell’anno, ma non per me.

Infatti, per la vita di un soprano freelance, come me è ovviamente completamente diverso.

Il Natale per un soprano freelance

Il Natale è un momento di stress è grande calcolo: il buon cibo resta nelle vetrine e nei supermercati perché tu non lo puoi mangiare a causa del reflusso e poi non c’hai tempo devi lavorare, le convivialità va centellinata e spesso rifiutata, le feste vissute a mozzichi e bocconi a cavallo tra una prova e un’altra, insomma il periodo più stressante dell’anno

A Natale tutti si svegliano e vogliono i concerti! Dal grande festival all’associazione degli amici dei fermenti lattici. Dico, ci sono 365 giorni all’anno, 52 settimane… una equa distribuzione del lavoro? No, eh?  Tutto 20 giorni, ma vi sembra giusto?

addobbi di Natale

E quindi ovviamente i concerti si sovrappongono! E dico, organizzatori egopatici e mettetevi d’accordo, collaborate invece di fare concerti nella stessa data per vedere da chi viene più gene!!!

Ne consegue una triste realtà: anche a Natale le prospettive di guadagno restano sempre molto poche, e imprechi tutti gli dei dell’universo perché non hanno ancora inventato il teletrasporto oppure perché non sei riuscito a raggiungere, nonostante tutti i sacrifici, il dono dell’ubiquità. A Natale, comunque, i miracoli esistono e li facciamo noi musicisti. Il primato assoluto va ai violinisti che diventando degli Schumacher professionisti corrono a cento all’ora tra una prova e l’altra riuscendo a fare persino due concerti diversi in uno stesso giorno!

Già a settembre per noi è Natale! Abbiamo già tutto programmato nelle nostre agende, i giorni delle prove, dove andare e che cosa cantare!

Tra settembre e ottobre in effetti è tutto un fervore natalizio, tanto che per noi Natale dura tre mesi e quando arriva non ne possiamo già più!

È questo il periodo dell’anno più ricco di telefonate tra colleghi ovviamente non per scambiarsi gli auguri ma per sistemare i vari concerti.

“Ciao! Mi hanno chiamato per il concerto il 23, ma io sono impegnato… ah, pure tu?”.

“Pronto, no non sono libera il 23”.

“Buonasera, mi dica… no, non sono libera il 23!”

“Ciao! Sei libera il 23?”  

“Ma che palle, no!!!! Non sono libera il 23… ci sarà mica solo il 23 a dicembre?”.

E la musica? “Buongiorno vorremmo un concerto di Natale per il 22 dicembre di musica ricercata ed elegante, poco conosciuta di quella che piace a lei con i timbri del Natale accompagnati da dolci pastorali di compositori, magari compositori barocchi, che le sono più graditi come Cossonio (Carlo Donato Cossoni o Cossogna Gravedona, 1623 – ivi 1700), Cazzati (Maurizio Cazzati Luzzara, – Mantova, 1678), Bach (Johann Sebastian Bach Eisenach, 1685 – Lipsia, 1750) , Vivaldi (Antonio Lucio Vivaldi Venezia, 1678 – Vienna, 1741),  Händel (Georg Friedrich Handel Halle, 1685 – Londra, 1759), Monteverdi (Claudio Monteverdi Cremona, 1567 – Venezia, 1643).

Haendel

Oh no! Che cavolo! Era un sogno! il concerto è il 23 e il programma è Astro del ciel Tu scendi dalle stelle, Jingle Bells e qualche altro brano con gli arrangiamenti più improbabili. Eh, ma qua bisogna cedere! Natale è Natale.

Ovviamente non è contemplato ammalarsi, la perdita economica sarebbe talmente grande che lo stress tiene lontano qualsiasi tipo di problematica di salute! D’altronde il corpo lo sa o malattia oggi o fame domani.

Quindi almeno 15 giorni prima dei concerti natalizi: clausura totale! Niente torroni, niente panettoni, niente uscite, niente cene, niente divertimento, niente chiacchierate, niente saluti al telefono manco con la nonna. Beh, no dai… con la nonna si, però solo con la nonna, eh?

Arrivato il periodo natalizio con in faccia stampati sorrisi adatti alla circostanza ci si avventura nei luoghi del concerto sfidando pioggia, neve, nebbia e ghiaccio intrepidi come veri eroi che vanno in battaglia.

Alessandra Borin soprano

Abbiamo studiato, siamo preparati, siamo sul pezzo!! Unica incognita: l’organizzatore laico o religioso che sia, sarà un tirchio?  

Va bene che volete il vostro bel concerto come sempre spendendo molto poco (per che si sa in Italia per la cultura ci sono sempre pochi danari) ma, diciamocelo, alzatelo ‘sto riscaldamento, no??

Io sono fortunata, ho delle opzioni ho il 50% di possibilità che mi vada bene, ma io penso a quei poveri colleghi jazzisti o poppettari che sono costretti ad esibirsi all’aperto al freddo e al gelo, magari in mezzo ai mercatini! Basta con ‘sta storia di animare con i momenti musicali qui e li, non gli viene in mente che è una tortura subumana fare cantare la gente al freddo???

trombettista

Comunque, per tutti i musicisti classici o moderni una regola è chiara: Sopravvivere al Natale!

Quindi: Manuale della giovane marmotta No!  Manuale del giovane soprano. Capitolo uno.

Se sei un soprano che si rispetti non puoi presentarti al concerto di Natale vestita come un palombaro, alla fine il mezzo soprano si può mettere calzoni e calzini di lana, una bella giacca lunga ma tu no! Tu sei un soprano devi vestirti bene, scolata con tutta la gonna vaporosa E qui nasce il dilemma. Estetica o salvezza?? A questo proposito ho sviluppato con l’esperienza una serie di trucchetti… vedete la gonna vaporosa?? Sotto ho i leggins di lana! Voi vedete la scollatura?? Ho la crema riscaldante!  Vedete la dolce scarpetta co le paillette da Cenerentola ho la suoletta di lana!

alessandra borin concerto Natale

Comunque, il freddo è freddo, e i concerti ghiacciati restano scolpiti e indelebili nel tuo cuore, Montebelluna 2007, Perugia 2011, Treviso 2013, Padova 2017, Pordenone 2008. E a volte ti svegli di notte con gli incubi ricordando quella disperata sensazione di sdoppiamento per cui, con la temperatura corporea che scende di grado in grado ormai a 30 gradi, i tuoi pensieri si sovrappongono alla musica che devi eseguire creando durante un improbabile duetto era avrò ancora i piedi? Non sento più le dita dei piedi, non sento più le dita dei piedi!

E poi uno spazio deve essere dato anche alle frasi storiche che restano scolpite nella tua mente! Quella da primo premio resta anno 2001 Viterbo. Organizzatore, chiesa gelida: “Coraggio, coraggio tanto anche Gesù bambino è nato al freddo e al gelo!

Si, ma, ma mica doveva cantare e comunque il freddo a Nazaret non sarà come il freddo a Venzone… la chiesa con più spifferi della mia vita! Una volta ad Asiago più che una cantante sembravo una tabagista, la chiesa era talmente gelida mi usciva una la nuvoletta di fiato ad ogni strofa. E poi a Verona, nei momenti di pausa, mi andavo a riscaldare accucciata ai piedi dell’organista che, furbone, si era prontamente portato una stufetta!

Chiesa interno

Eh sì perché, dovete sapere, che i funghi di riscaldamento quelli grandi (quelli che dal bar poi li portano alla chiesa) vengono messi per il pubblico, mentre i poveri musicisti vengono lasciati all’addiaccio, senza nessuna pietà, altro che Natale… per non parlare poi dei riscaldamenti ad aria calda, un incubo… quell’ aria secca terrificante che ti rende la gola più arida, che sembra che stai nel deserto e queste ventole che fanno un casino che pare di stare nella pista di atterraggio di un aeroporto e durante le prove neanche riesci a comunicare con il tuo collega: “Partiamo dalla battuta 16?”. “Come, 13?”. “No, 16!!”.  “Ah, ho capito!”.  “Come non hai sentito?”. E, spento il riscaldamento, tempo tre minuti. Gelo!

E poi vogliamo parlare della resa degli strumenti al freddo?? O voi organizzatori natalizi, ma ci pensate mai alle dita di quei poveri violinisti, degli organisti, dei pianisti… puoi stare a fare le prove da settembre fino a dicembre ma se poi la chiesa è gelida non si riesce a suonare… ti si blocca la circolazione e poi: cari organizzatori natalizi, vi ricordo che gli strumenti musicali sono fatti per lo più materiale naturale e di legno e subiscono dunque delle lievi trasformazioni a seconda della temperatura. Come i mobili di casa vostra c’è rischio che si rompano e poi sono cavoli la corda che salta!!!

Ah, il Natale! Il pubblico non lo sa cosa accade dietro le quinte, entra e si gode il concerto… E noi? noi sorridiamo anche con i piedi ghiacciati, noi siamo eroi, noi siamo stoici anche con le dita viola, ogni anno noi affrontiamo il Natale con coraggio e determinazione!

spiaggia tropicale

E se il maglione di lana sotto il vestito da sera non basta, ti devi concentrare e pensare di essere altrove… “Che caldo, che caldo, uff.. sono, ma io sono alle Hawaii”!

E mentre stai cantando guardi il pubblico e to lo immagini tutto vestito con camicie a fiori e gonnellini di paglia!

Giuro funziona, e poi…applausi assicurati!

E dopo tutta sta pappina di sfighe quando è il momento delle gioie???

Beh … per le gioie… Alla prossima!!!

Alessandra Borin Soprano concerti di Natale

One thought on “7. Concerti di Natale, gioie e dolori”

  1. Sì a Venzone ci sono stato, ritornavo da Tarvisio, solo che era estate ! In effetti, pensando ai giorni dicembrini, andare a cantare con quella temperatura non sarà una bella cosa, né potrai bere del vin brulé neanche sottobanco! E poi tutti questi concerti in un solo giorno! Pazienza, non basta neanche il giorno in più che ha dicembre per pianificare o accettare l’esibizione di una rappresentazione corale o “single”. E poi, in chiesa, freddo sicuro, specialmente ora con i distanziamenti. Comunque leggo che sai difenderTi e coprirTi bene, mi dispiace per le cene mancate, i torroni semplicemente “leccati” e forse solo qualche calice di spumante o di champagne. Estate, quanto è bella e calda l’estate … con qualche imprevisto ad Erice, magari ! Non rimane che dire: o mio caro e buon Gesù, ad Ale pensaci Tu. Auguri !

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