Se pensate che la vita di un soprano sia tutta rose e applausi, luccichini e fiori a fine concerto, vi sbagliate di grosso. Dietro le quinte di velluto e ostentata perfezione si combattono battaglie all’ultimo sangue con delle mostruose, infami, terribili creature…

Ipocondrie canore Alessandra primo piano

Ebbene sì, voglio svelare a voi gentile pubblico questo mistero che avvolge la vita di tutti i cantanti! Ve lo ripeto, si guerreggia all’ultimo sangue, si cerca di sopravvivere e di guadagnare metro dopo metro il terreno della salvezza che conduce alla riuscita del concerto, un lavoro di vera e propria strategia tanto che Risiko è un giochino da bambini in confronto. 

Un soprano, dunque, passa la vita in guardia, sempre vigile perché sa per esperienza che è proprio quando ci si distrae un attimo che devi ammettere la sconfitta.

Ma, vi domanderete, chi vuole fare le scarpe ad ogni piè sospinto ad un povero cantante lirico?? 

Preferisci ascoltare il podcast? Eccolo qui, letto da me:

Chi sono questi nemici terribili?

La cultura globalista? Il mercato della musica pop? Lo streaming?? Gli eventi on line?? I tenori? No, niente di tutto questo! Dunque, chi vorrebbe minare dalle fondamenta l’architettura perfetta dell’arte vocale??

Di chi sto parlando??? Sinceramente ho paura nel solo pronunciarlo, si sa che solo a nominare si crea grazie al potere magico della voce: come per l’Innominato di manzoniana memoria, o Hastur dei racconti di Lovecraft, come Lord Voldemort, di Harry Potter.

Sto parlando di esso, l’orribile, il temibile: il Raffreddore, che poi quando è unito al Mal di gola, niente, sei rovinata!  

Puoi fare di tutto per resistere ma essi, troveranno sempre il modo di raggiungerti… ovunque tu sia.

ipocondrie canore sciarpa

Ma devi difenderti

E allora inizi a viaggiare in incognito, a nasconderti, a portare con occhiali da sole, sciarpa, cappello!

E puoi intabarrarti, rifuggire le vie e i luoghi frequentati, stare lontano da tutti, scappare appena vedi un fazzoletto uscire dalla tasca del tuo vicino in fila alla posta, appena senti un colpo di tosse ti spaventi e fuggi, inizi a non baciare nessuno, a non dare la mano più a nessuno e a guardare tutti con sospetto, ad osservare le gradazioni di rossore sotto il naso, o ascoltare le sfumature nasali di ogni voce, eviti ogni contatto… ma niente, signori! Essi arrivano quando meno te l’aspetti: dal finestrino aperto per sentire la brezza primaverile o da quella correntina d’aria malefica che entra dalla porta della caffetteria perché l’ultimo avventore l’ha lasciata aperta!!

Ah, che vita da folli, si diventa ipocondriaci ad un certo punto!! E vi dirò, io da sempre quelli con la tosse non li sopporto, stanno ovunque, come i funghi spuntano sempre al tuo fianco. Vai alle mostre e quello davanti tossisce, vai al cinema e quello dietro tossisce, vai a comprare il pane e quello a destra tossisce!!!

ipocondrie canore berretto

Eh, si, confesso pubblicamente senza vergogna! Io sono quella che se viaggiando in treno mi capita una signora che tossisce vicino… beh per una volta, ho un sussulto; se tossisce due volte, sorrido stentatamente, ma alla terza, cambio posto! E quindi, non hai dubbi, raccogli le tue cose inizi a correre e scappi veloce scompartimento dopo scompartimento, attraverso le carrozze, ma senti che è già li dietro, alle tue spalle, percepisci che ti insegue e ti senti un bruciorino che inizia a sinistra!!

È lei il mostro, vuole strapparti la voce, la senti urlare: “Voglio solo la tua voce!”. E poi una volta arrivata al nuovo posto, ti guardi intorno. Ci pensi con angoscia e inizi sommessamente a fare qualche suono per vedere se c’è ancora, se funziona ancora, ma no, è sparita!! La raucedine ride crudele, la battaglia è persa!!  

ipocondrie canore la sirenetta

E poi li vedi gli altri, con le loro giacche aperte, senza calzini, con i jeans strappati e le caviglie di fuori, senza cappello! Li vedi, resti sconvolta e ti resta una sola certezza: quelli di sicuro non cantano di professione.

E direte: “Prevenire è meglio che curare”!

E infatti io conduco una vita sana, mangio sano, vivo sano ed è tutto calcolato. Sì, nel senso che, oltre a cantare bene, cosa scontata, un soprano deve essere bravissimo a fare i calcoli.

Prima i tutto i calcoli di tempo

La vita privata da organizzare al millesimo con i minuti scanditi! Per fare le prove: tot. ore. Studiare: tot. ore. Silenzio: tot. ore e dormire tantissimo, perché il silenzio per riposare le corde vocali, non basta! Regola aurea: dormire!

Se non dormi, niente voce e allora sei fregata, non combini nulla comunque. Quindi: se vuoi affrontare la professione del cantante ti tocca dormire pure se non vuoi, pure se vuoi fare festa.

igiene del cantante

Ah, la festa! Niente festa! Niente cene, niente disco, niente divertimento! Mai!!!

Fai un concerto al mare? Niente bagno.

Fai un concerto in montagna? Niente passeggiata.

Fai un concerto a Disneyland?! Niente montagne russe, che poi urli, sei spacciato!

Leggo nei vostri pensieri, non ci credete, eh?? Invece è così! Una vita di restrizioni. Il solista poi non puoi fare questo e quello, non puoi uscire. “Che esagerazione”, direte! “Non puoi uscire?”. Si nel senso, uscire come gli altri! E se esci devi attivare la modalità calcoli complessi a più incognite, tanto che le equazioni di sesto grado sono una bazzecola!

Mi spiego meglio, intendo un calcolo simultaneo con coefficiente di reazione tra temperatura esterna, tempo di percorrenza all’aperto, pesantezza della sciarpetta e/o del cappello. Puoi uscire, sì,  ma se ti ammali? Allora, se esci, devi calcolare anche il tempo di guarigione. Faccio un esempio.

Squilla il telefono! “Ciao Ale, vieni a farti una passeggiata?”.  

La gente comune direbbe, sì o no in base a quello che gli va. Io invece no, io calcolo: c’è freschetto? Devo parlare tanto o è un’amica che parla lei? Quand’è il prossimo concerto?  Tra due settimane! “No grazie, se mi ammalo… no guarda, non posso”!

alessandra borin cantante al freddo

E non stupitevi poi se dopo le ovazioni del palco, i luccichini, le rose, i fiori, torni a casa e il telefono è muto, perché tutti si sono stufati di chiamarti. Eh, è dura essere incompresi! Tu vuoi salvare il mondo con l’arte e invece, sbam ti chiudono la porta in faccia!! E ti ritrovi sola come un cane, perché poi la gente si secca a ricevere sempre un no. “No scusa, ho il concerto”. “No, scusa devo studiare”. “Scusa non posso parlare”.  “Scusa non vorrei ammalarmi”.

Se esci e stecchi poi sono cavoli e, quindi, è dura. Altro che pillola blu e pillola rossa, questa è una pillola amara!! Ma una variabile di questa equazione complessa potrebbe cambiare: e se il concerto è tra tre settimane? Cambia così il calcolo simultaneo con coefficiente di reazione tra temperatura esterna, tempo di percorrenza all’aperto, pesantezza della sciarpetta e tempo di guarigione! Se sono tre settimane, sì dai riesco a guarire. Quindi “Ok, si, ci vediamo! A casa tua? Per cena? Cosa mangio?? Cosa mi piace?? Beh, allora: formaggi no, perché fanno acidità. La pasta no, perché fa acidità! Dolci? No, fa acidità e dai… non preoccuparti Ma quindi che cosa mangio?? Eh, ho il concerto… non ti preoccupare mi porto il riso in bianco!”

ipocondrie canore vestiti invernali

“Ma scusa non eravate tutte grasse una volta voi liriche? Che ti frega mangia quello che ti pare no”?

Eh, non posso c’è il Reflusso! Il reflusso? Eh si, il reflusso! Tu che ti fai quattro spritz a sera, che ne vuoi sapere?  

Ma esso ti aspetta al varco, dietro ogni piccolo piacere della vita, dietro ogni sgarro c’è esso… cioccolato, pizza, tramezzini, caffè, dolci!! Esso giorno dopo giorno ti corrode le corde vocali, ti infiamma le mucose (eh, si) e perdi la capacità di cantare… e devi scegliere tra preservare l’arte e godere della vita!!!

Tra gli incubi peggiori poi non poteva mancare esso! Devo dirlo, chi?? Chi???

Eh, lo so che se tu se hai il c… non te ne frega niente! Vabbè, lo dico. Lo dico!

Il Ca-tar-ro!

Praticamente una bestemmia, un nemico viscido e subdolo che ti blocca le corde vocali come se l’uomo ragno ti avesse sparato in gola il suo bianco reticolo. E come li faccio gli acuti adesso???

Ecco, ecco perché non esco! Ecco perché mi vedi con la sciarpetta attorno al collo, perché soffro se c’è troppo freddo. Io posso ammalarmi perché io sono una creatura della fantasia, io devo essere perfetta, io devo stare sempre bene (sennò non mi pagano). Non posso ammalarmi come fai tu, uomo comune che se anche se hai la tosse o se non dormi perché la sera prima hai fatto un festone e poi strisciando sulla tua scrivania, ancora felice dalla sera prima, lavori lo stesso! No!! Io no, a me non è permesso neppure avere un piccolo cedimento! Ma tu, tu puoi, che te ne frega? E vivici con la tossetta, con il fazzoletto in mano!! Tu puoi!!!

tisane e miele per la voce

E quindi? E quindi, per prevenire si rispolverano i rimedi della nonna: vai di miele, di tisane e tisanine, propoli, zenzero, balli rituali e scaramanzie! Se davanti il pubblico vede abiti vaporosi, sorrisi da prima donna, viaggi… dietro c’è la perenne sciarpetta, una vita di calcoli (che manco un geometra) e le cene di riso in bianco e brodino. E tutto questo per che cosa? Per amore, solo per amore…. per amore per il mio lavoro, amore per l’arte!  

Ora, sapendo questo, capirete bene che per avere un risultato professionale serve non solo lo studio ma anche la sciarpetta, eh già, può essere altrimenti.

L’arte è sacrificio, l’arte è disciplina! E basta dunque con questa visione semplicistica. L’arte del canto è una partita dove si dribblano gli ostacoli, si superano le fatiche, ci si allena fuori campo, si fa qualche autogol, ma dove, poi, ogni giocatore lo sa che è solo con il vero rigore che vinciamo tutti la partita della Bellezza!

2 thoughts on “5. I terribili nemici e ipocondrie canore”

  1. Che impressione! Bruuuu, mentre che leggevo sentivo il vento dietro, proprio invisibile ed un brivido di freddo. Comprendo benissimo le attenzioni, le precauzioni, tante cautele che la gente non pensa proprio che un’artista deve affrontare giorno dopo giorno. Uno stile di vita misurato e “sacrificato” nel dover scegliere continuamente su cosa fare o evitare. Non aggiungo altro, posso solo dire che la prossima volta che avrò il piacere di incontrarTi Ti regalerò una sciarpa ! E, per non sbagliare, dimmi di che tessuto preferisci riceverla. Salutissimi e buon canto.

  2. Alessandra cara gli artisti purtroppo conducono una vita costellata da innumerevoli rinuncie,sacrifici ,studio costante e inflessibile, paure per la propria salute, ricerca costante di miglioramenti artistici e tecnici,pero’la sensazione unica che si prova sul palcoscenico e’ inneguagliabile e ci ripaga abbondantemente di tutto il nostro meraviglioso lavoro, un abbraccio forte ciao.

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