Nella vita di un soprano freelance come me, anche le semplici presentazioni sono fonte di stress! Si, avete capito bene, le presentazioni… quelle “Piacere mi chiamo Tizio” oppure “Piacere mi chiamo Caio”.

Ebbene, non ci crederete, ma queste situazioni mi metto in allarme, mi tendo come la corda di un violino, per cui preferisco sempre sorvolare sul mio lavoro parlando del tempo o, ancora meglio, facendo furbescamente parlare gli altri, così mi riposo le corde vocali.

Ma quando il dialogo va per le lunghe e se, purtroppo, mi mettono alle strette, allora mi tocca rispondere e in quel momento inizia il mio personale dramma! Forse, trattandosi della vita di un soprano diventerebbe un vero melodramma moderno e quindi, su il sipario!

Preferisci ascoltare il podcast? Eccolo qui, letto da me:

Atto primo: “Il melodramma delle voci sconosciute”

Ambientazione: una città qualunque, in un posto qualunque davanti un bar qualunque.

Ah, ma che bello, è davvero un vero piacere conoscerti, quindi sei veramente una cantante?

Ecco, è arrivato il momento più tragico delle presentazioni! Puoi essere bello, ricco, interessante, ma nulla sappilo varrà come la risposta giusta alla domanda fatale su cosa canto e come! The winner is… Mi godo gli ultimi istanti di oblio, nel limbo delle possibilità: si frega con le sue mani o passa di livello? Lo guardo bene, mi piace… non è male, dai che magari è la volta buona che mi sistemo!!! In quei lunghi attimi faccio anche una preghiera:

Dio ti prego, ti prego, ti prego fa che non dica una cavolata!! Ti prego, ti prego, ti prego fa che non dica castronate sulla voce e la lirica!  

Eccolo socchiude le labbra, sta per parlare, si gioca tutto!!!  

“E cosa sei?  Un tenore?”

“Ah, ah, ah! Ma che simpatico, che burlone! Ti sembro un uomo?”

Sorrido stentatamente e in quel momento comprendo tragicamente che la persona che mi sta di fronte non sa veramente un occhio di voci impostate, ma ché di voci impostate, di voci e basta!

Ma dico, ti sei visto?? Ti preoccupi della faccia, dei capelli, della macchina, del vestito, ma dico non sapere che cosa hai in gola per tutta la vita! Non sei un po’ curioso?

Insomma, te la porti dietro quasi tutta la giornata questa voce, ci fai tutto imprechi, urli, rimproveri, piangi, maledici la politica, il governo, il vigile urbano… dici parole dolci ai tuoi figli, ai tuoi vecchi e amati genitori! L’hai usata per dire il tuo primo ti amo a chi ti ha fatto battere tanto il cuore durante l’adolescenza!! Sì, tu, si proprio tu che sei pure belloccio? Basta con queste scuse sono stonato, non so, bla bla… boh?!  Tutti abbiamo una voce e tutti abbiamo un registro vocale! Non è solo appannaggio dei cantanti!!! Tutti abbiamo una voce e tutti abbiamo un registro vocale!

Ma dai Ale, devi darti una calmata, sei in pubblico! Sta tranquilla, non sei mica sei al centro del mondo! La gente, quella normale, quella che va al lavoro tutti i giorni in mezzo al traffico, quella che ha il capo che gli rompe le palle o quella che ha l’impiegato rompiballe, quelli che si, se hanno tempo si mettono a guardare notizie di filosofia, storia, economia, politica, finanza!

Non ha tempo, le persone, di capire e stare lì a mettersi a studiare i registri vocali, che cos’è la voce, cos’è un passaggio, che cosa sono e dove stanno le corde vocali!

Cosa? Mi vuoi dire che per la tua esperienza la maggior parte delle persone non sanno dove stanno le corde vocali? Ah, ah, ah! Non dai non ci posso credere! Non sanno dove stanno le corde vocali? Non sanno dove stanno le corde vocali? 

Oh, santo cielo! È inutile che mi dite di sì! E se vi domando se sono dei muscoli? Si, che sono dei muscoli! E poi stanno dritte o stanno orizzontali? E poi quante sono??? Quattro, sei, tre? No! Due, sono due! Le corde vocali sono due!

Anatomia corde vocali

Ale, è inutile che dici a me di calmarmi quando poi tu fai la stessa cosa! Non importa, lo diciamo sempre nei nostri dialoghi interiori, l’importante non è il sapere didascalico, ma la consapevolezza delle cose!

Dunque è importante che non utilizziate suddette corde, per tirare la corda e dire delle stupidaggini o per sparlare, peggio, con delle cattiverie sugli assenti!

Ricordiamo cosa dice il vecchio saggio d’Oriente: la maldicenza spegne la luce dell’intelligenza e dell’anima.

Comunque, ritornando a noi, e al simpatico ganzo che era pure belloccio, altro che risatina di circostanza! Lo so, che ti sarebbe piaciuto rispondergli sinceramente e dirgli: “No, non sono un tenore, perché mi vedi forse con la barba? Mi vedi forse con i baffi?? Sono appena stata dall’estetista e comunque no, non ce li ho lo stesso i baffi, pure se vado dall’estetista!! No, non sono un tenore perché i tenori sono uomini, primedonne, ma sono uomini!

Ordunque, il mio dramma anzi, melodramma, si sta svolgendo in tutta la sua tragicomicità, come da copione! Il soprano è li seduta al bar con il bicchiere in mano, distrutta dal dolore… e direi che possiamo lasciarla li a piangere sul suo triste destino per un po’ e fare una utile deviazione e a costo di sembrare maestrina pedante e noiosa, voglio condurvi attraverso le segrete vie che contraddistinguono una comprensione completa delle varie sfumature della voce umana.

E dunque se vogliamo andare avanti assieme ci vuole un vocabolario comune, un linguaggio di base!  Dunque, iniziamo.

“La classificazione della voce umana”

sipario melodramma

Come molti di voi sapranno le corde vocali sono site all’interno della laringe.

Quando siamo bambini, abbiamo tutti la laringe piccola, piccola, piccola e le corde vocali che sono dentro la scatolina sono molto molto sottili e danno quei suoni piacevolmente acuti inconfondibili.

Solitamente, quindi, i bambini parlano con la cosiddetta voce bianca che è ad un’ottava superiore di differenza da quella degli adulti e per questo sono molto udibili. Ne avrete fatto esperienza quando il bambino in fondo alla sala del vostro tranquillo ristorante preferito rende candidamente noto a tutti i motivi dei suoi capricci. O negli asili o nelle scuole per l’infanzia quando udite a qualche isolato di distanza il volume creato da quest’orda di infanti che porta anche il maestro più zen a urlare altrettanto, credendo che mettendosi sullo stesso piano egli possa dialogare con queste creature infernali, dicendo: “Bastaaaaa”!

Illuso!!

Faccio un appello a tutti i maestri d’asilo e a tutti i curatori degli infanti, non ce la farete mai con i vostri Herz (Hz), sono troppo gravi! Quindi avete perso in partenza!

corde vocali rappresentazione

Ma continuiamo, quando si cresce si diventa o uomini o donne, la voce bianca sparisce e le voci si dividono in maschili e femminili.

Le voci maschili si dividono a loro volta in tre grandi categorie, partendo dalle note più gravi abbiamo il Basso, poi la voce mediana del Baritono e infine l’onnipresente, amatissimo e ormai conosciuto Tenore.

E adesso una vera chicca: gli uomini avendo le corde vocali lunghe delle donne, detta in semplicità, riescono a dimezzarne la parte che vibra creando il registro cosiddetto di falsetto.

Lo studio approfondito del registro di falsetto è tipico delle voci che si specializzano nell’ambito del Barocco definiti Controtenori o Sopranisti.

Per fugare ogni dubbio, i castrati non sono più legali.

E per finire le voci femminili anch’esse tripartite in tre grandi gruppi. Partendo sempre dalle note gravi abbiamo il Contralto,poi abbiamo il Mezzo soprano, che non è né meno né più di un soprano e solamente un Mezzo soprano… nel senso che mezzo, non è la metà in maniera riduttiva! E’ un concetto su cui insisto… mi viene in mente quella volta che andando in treno, in giro con una mia amica, un signore che non si faceva gli affari suoi e continuava a domandarci che cosa facessimo nella vita, disse, alla mia amica che, appunto si presentò come mezzo soprano: “Oh, signorina, mi dispiace per lei, quanto le manca per diventare un soprano completo?”

Anche quello non ci aveva capito un occhio di classificazione delle voci.

Ma soprattutto quello fu un momento di gelo che ancora adesso, se ci penso, vidi cataste di musica meravigliosa da Antonio Lucio Vivaldi (1678 -1741) fino a Richard Strauss (1864 – 1949) essere fagocitate nel buio cosmico del Nulla.

Ma torniamo alla classificazione, dicevo il Mezzo soprano. E in ultima abbiamo il Soprano quindi femmina, ci siamo capiti bene?? Sono un soprano e, mi raccomando o voi che scrivete programmi di sala, o voi giornalisti di cultura musicale e altro e vario, adesso che sapete che il soprano è una donna, mi raccomando si scrive il soprano e non la soprano, non è come ministra o assessora…neanche soprana, eh, mi raccomando! A noi va bene il maschile perché è tradizione e perché grammaticalmente è riferito al registro vocale.

Chiudo con una piccola specifica semplificata. Ogni voce poi, di quelle enumerate ha le proprie sfumature, diciamo delle caratteristiche che la definiscono all’interno del proprio ambito.

Per esempio, per i soprani, c’è il Soprano leggero, il Soprano lirico e poi il Soprano drammatico.  

Avete dunque potuto toccare con mano e sperimentare assieme a me la meravigliosa capacità che ha avuto la Natura, Madre Natura, nel costruire infinite sfumature e infiniti colori all’interno della laringe dell’esser umano. Abbiamo quindi voci che vanno in acuto, voci che vanno nel grave, voci corpose, voci dense, voci sottili.

E quindi, lo dico ai fans degli acuti, che hanno veramente stufato, non è che andare in acuto sia sinonimo di capacità e poi tutte le altre voci le buttiamo nel cestino. Anche andare in basso è molto complicato!

Ogni voce, dunque ha le proprie qualità, si anche la tua! Proprio di te che mi stai ascoltando! E per giunta, ti svelo un segreto, non c’è mai una voce uguale all’altra.

Capisci? Ogni cittadino del mondo ha una sua voce, un timbro unico e inimitabile, per cui anche nella gola di quel simpatico ganzo che mi ha chiesto se fossi un tenore o di quell’altro simpaticone del treno che ha definito la voce della mia amica metà incompleta di qualcosa, c’è uno strumento meraviglioso unico al mondo!

E quindi, signore e signori, di fronte a questa magnificenza vi porgo un invito spassionato, anzi appassionato!

Voi che portate in giro uno strumento musicale, nel vostro corpo, unico al mondo cercate di valorizzarlo, cercate di utilizzarlo bene dicendo sempre parole d’amore, di speranza, di gioia, di affetto di dolcezza di grande e preziosa umanità!

Ale, ma sei impazzita? Ma ti rendi conto con questo tuo exploit umanitario che razza di peso metti sulle spalle alla gente? E basta e scendi da pero, con questo il tuo mondo di fatine, fiocchetti e amore universale! Ma l’hai visto cosa c’è fuori? E guerra e fame e distruzione e corruzione. La gente si deve anche difendere e deve anche riuscire un po’ anche ad esternare tutta questa rabbia tutto questo nervosismo che ti fanno arrivare addosso! Insomma, dacci una deroga. Devi adesso fare pubblica ammenda e dare una deroga! Almeno una cosa negativa possiamo dirla con la voce.

Guarda quando fai così proprio in ti sopporto. Innanzitutto, correggermi in pubblico non è che mi piaccia tanto! Cosa vuoi che ti dica? Cercherò una deroga! Certo che stimolare all’amore e alla pace universale non mi pare un delitto. Comunque cerchiamo questa alternativa su un uso improprio della voce.

Beh, se ci rifletto, anch’io non è che dica sempre parole di amore e di speranza e di gioia!

Per esempio, nella solitudine del proprio abitacolo automobilistico, credo che sia concesso un po’ a tutti che, quando qualcuno ti passa davanti senza rispettare le precedenze della rotonda tu gli puoi urlare: “Ma porca p******”.

Ma cosa hai capito??? Porca paletta! Ah, ah, ah!

3 thoughts on “6. Il melodramma delle voci sconosciute”

  1. Cara Soprano o Caro Soprano…. a questo punto sono un po confuso sul genere maschile o femminile da abbinare all’aggettivo ed affiancarlo al “Soprano”. Quanto letto, che è troppo tecnico, non mi suggerisce un apprezzamento particolare; già ho affrontato tempo fa il desiderio di imparare a suonare il pianoforte, ma le due scale musicali ed il relativo uso di due mani era come diventare strabico … ahahahahahh! comunque è una bella lezione sulle corde vocali, quello che hai presentato e che ho letto. Questa sera controllerò allo specchio e con una lente di ingrandimento cosa intravvedo sulle mie corde, poi riferirò. Ciao, …ad maiora !

  2. Ciao donna splendida…fascinosa artista. Ho letto il tuo bellissimo “disquisire” sulla voce…meglio, sulle voci. Ho sorriso, intenerito e divertito, quando hai raccontato di quell’episodio, in treno, di quel signore dispiaciuto per la tua amica mezzosoprano…La voce, così nota e sconosciuta…Sono le 23.00 del 24 dic 2020…Buon Natale anima bella…spero ri-incontrarti presto.

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