Psss, psss Borin, ma razza di titolo è “pacchi musicali”? 

Ma di che parli? Ti sei messa a parlare di quella roba da cinesi con la musichetta magari di Natale, guarda che siamo in anticipo!

Ma, cara, un po’ di pazienza, non mi hai fatto neppure cominciare il podcast! 

In che senso pazienza scusa? Mi vuoi dire che mi devo fidare senza verificare? Guarda che ci sto anche, qui, io nella troupe. E se mi fai fare una brutta figura?

Ma dai, sei ancora scettica dopo tutte queste puntate? Secondo te, cos’è dentro un pacco musicale? No, non quello dei cinesi di Natale. Un pacco musicale di quelli belli però, col grande fiocco, tutto dorato.

pacchi musicali alessandra borin soprano

Ecco, sotto un bel fiocco con cui ti confezionano un pacco musicale, cosa si trova secondo te?

Che ne so un contratto di lavoro? 

No.

Il chihuahua peloso da soprano zitella?

No.

Intendi un pacco metaforico? 

Fuochino.

E allora? Vuoi raccontare di regali musicali? Dei doni della musica? Di omaggi floreali a fine concerto? Vuoi raccontare delle mance che certe amministrazioni fanno passare per compensi? O vuoi raccontare delle fregature della Musica? 

Piano cara, non spoilerare, e cominciamo! 

Preferisci ascoltare il podcast? Eccolo qui, letto da me:

sipario

La vita di un soprano free lance, come me, è costellata di eventi incredibili, incastri inimmaginabili, incontri fortunati. 

Ma non crediate che a noi artisti ci vada tutto bene sempre, eh? 

Si, è vero, noi viaggiamo, alberghi, cene, dopocena, ma. non è tutto. E non è tutto oro quel che luccica.

Questa che dal Tosi (Pierfrancesco Tosi – Opinioni di cantori antichi e Moderni. Bologna, 1723) è definita nobil professione si suda giorno dopo giorno, giorno dopo giorno si costruisce una professionalità, in nome di un sogno combattendo contro la sorte, le invidie e i rovesci del destino. Sì, “rovesci” nel senso che il destino ti vomita addosso le sfighe più impensabili! 

E quindi, quando tutto va a gonfie vele, quando hai il vento in poppa, quando navighi di gran carriera nella carriera che cerchi di costruirti a suon di studio, insomma, nel bel mezzo del flusso delle cose, ecco arrivare a cavallo il PROBLEMA, che, nella fattispecie di questa puntata, chiameremo: il pacco!

Eh, sì, il mondo del dietro le quinte è costellato da colossali, immensi, cosmogonici pacchi su cui inavvertitamente incappi mentre ignara delle insidie, ti aggiri per i meandri del mondo della musica come la vispa Teresa. Insomma, sei li che non te lo aspetti e zac come fulmine a ciel sereno, il pacco arriva.

E ci resti demmmerda.

urlo di Munch

Per una seria sopravvivenza nel complesso mondo artistico, italiano soprattutto, non solo bisogna sempre guardarsi dal soprano ebbasta che si gioca sempre quella carta in più che tu non hai il coraggio di calare.

Non solo hai a che fare con il borioso tenore piglia tutto che, con un brano trito e ritrito, ti frega tutti gli applausi. 

Non solo hai tutti i virus e i batteri e i colpi d’aria da cui guardarti. 

Ma, soprattutto, hai da calcolare, sapere, conoscere tutti i retroscena di ogni scena, di ogni teatro per capire quali legami indicibili che legano tizio a caio o tizia a sempronio. Insomma, hai da ascoltare, serbare, guardare, occhieggiare e collegare. Insomma, devi fare l’investigatore segreto, per fare la mossa giusta al momento giusto nella scacchiera del suuuucesso!

In effetti, a cosa serve fare l’audizione per un ruolo principale, prendere, viaggiare, andare e cantare se la moglie del direttore d’orchestra è un soprano? 

È un suicidio, cioè, vuoi spendere proprio i soldi a vuoto???? Come? 

Ah, sì si certo, guarda noi paghiamo per fare un colloquio di lavoro, paghiamo noi! Sì, lo so che è orribile, che per gli strumentisti non è lo stesso, ma funziona così!

Eh, sì, il mondo delle audizioni è una vera giungla impestata, tutta erta, tutta intricata, un tutti contro tutti in lotta per un unico posto (ben retribuito), ma è anche un luogo costellato da momenti avvincenti che una spy story di Hollywood non è altrettanto ricca di suspence! 

Mi ricordo quella volta al teatro di Pisa che una collega di Napoli raccontò a tutte di essere andata a letto con un collega del teatro di Cagliari il mese prima, che nella fattispecie scoprì essere il mio di ragazzo! Che pacco eh???

Come si vengono a sapere certe cose, a volte. Ma andiamo avanti.

Fu incredibile quella volta che vinsi un’audizione superando le prove brillantemente e tre settimane prima del concerto, vidi in cartellone, al posto del mio un altro nome.

Dopo un momento di svenimento, decisi di reagire. 

Mi scusi, ma non ho vinto o il ruolo da solista per il concerto del giorno x nel giorno x?

Si cara, ma che ci vuoi fare, tu non sei famosa, ci serve un nome famoso in cartellone! 

Ma mi perdoni, se non mi fate cantare come faccio a diventare famosa?

Ah, ah cara, non lo so, a noi serve un nome famoso per attirare la gente, sai funziona così!

Ma porca pu****! Ma che ragionamento è? Ma che pacco! 

Eh, ma vabbè, io sono la Borin, non mi perdo d’animo, ho il mio sogno del canto! 

E quindi trovai un’altra audizione. 

Studia, parti, spedisci la musica al pianista, vai, spendi, arriva e…  

“Avanti il prossimo per il ruolo di Zerlina”. Grazie, Le faremo sapere. 

Maestro, mi scusi, quindi cosa ne pensa della mia vocalità?

Borin lei canta come Topo Gigio! 

topo Gigio

Accadde poi che un mese dopo feci un concerto a Urbino, ricordo la chiesa di San Francesco: Apollo e Giacinto di Mozart 22 ottobre 2006, con registrazione di cd in diretta.

Alla fine del concerto, dove facevo la solista ovviamente, mi ritrovai quello stesso maestro dietro le quinte che venne a farmi i complimenti. 

Maestro mi scusi, ma mi ha dato del topo Gigio all’audizione di un mese fa. 

Ah, si? Non saprei sarà stata l’acustica del teatro dove abbiamo fatto l’audizione o forse avevano già deciso il vincitore. Si sai, funziona così!

Ma porca putt**** ladra, ma che ragionamento è? 

E mi fate pure pagare per l’audizione?  Ma che pacco!!! 

Vabbè, io sono la Borin, e non mi perdo d’animo, sono positiva, ho il mio sogno del canto! 

E così trovai un’altra audizione. E Studia, parti, vai, spendi… 

“Avanti il prossimo”

Oh, meraviglioso, fantastico, assolutamente lei, Borin, può cantare questa parte e quest’altra e quest’altra ancora da solista e quest’altra ancora. Mi raccomando per luglio, sia pronta, non vedo l’ora di vederla sul palco

Giunto il mese di luglio e fatti quei 450 km per raggiungere il luogo del concerto dicci eccomi, ho studiato le parti.

Ah, bene Borin ma per questo concerto io sono solo l’organizzatore, infondo non decido io…

…. e credo che il maestro abbia già il suo soprano. Sai come funziona, vuoi cantare lo stesso nel coro?

Ma porca putt*** Ma che ragionamento è? Ma io ti distruggo! 

Ma, che pacco!

Ma vabbè, io sono La Borin, non mi perdo d’animo, continuo fervida e felice nella mia strada e sai che ti dico? Che pacco? 

No! Ti dico che mi faccio la strada mia senza aspettare il giudizio di nessuno. 

M’avete rotto!

E tu, commissario di giuria canora un poco losco, ma perché mi devo mettere nelle tue mani, mi devo affidare alle tue orecchie non troppo pulite??? Che non so se hai tuo cugino tra i tenori o la figlia di un tuo fratello da sistemare o se vostro zio è quello che caccia la grana per lo spettacolo?? Ma che ne so?

Eh, sì, il terreno dell’arte oltre ad essere irto e faticoso di per sè, è anche melmoso, a volte viscido, diciamolo pure, è pieno di serpenti, un po’ come la testa di medusa. 

Medusa Caravaggio

Pssss, Borin, basta…adesso basta, che il pubblico si impressiona! Cambiamo argomento, torniamo ad essere spensierati che già il mondo sta ballando la sua Totentanz. Perché continuare ad andare avanti a raccontare queste cose? La gente, insomma, vuole solo divertirsi, non vuole mai ascoltare le cose troppo serie.  Quindi dicci Borin, nella tua vita non ci sono stati solo pacchi così, e un regalo vero mai?

Beh, sì, cara, in effetti una volta un direttore d’orchestra (di cui non dirò il nome per privacy), mi regalò un pacco, anzi un pacchettino col fiocchetto di una gioielleria con dentro con un pendaglio tutto tempestato di brillanti, per ottener da me certe mezzore che il diritto feudale….

Come, non l’ha il conte nei feudi suoi abolito???

Il diritto feudale in teatro è ancora valido nei teatri, modello Breaveheart!

Ascolta, ma no, basta!!! 

Bisogna volare alto, pensare alla bellezza ai massimi sistemi, non togliere alla gente l’illusione che dietro le quinte dei dietro le quinte siano tutti amici e che vinca il merito! E ci sia il merito e il talento… Cioè, si non sempre, insomma, dipende.

E siccome dipende, e non si sa da cosa dipende, ci fu un giorno che un soprano ebbasta di nome Alessandra decise di diventare un soprano free lance, il vostro soprano free lance preferito: libera senza padrone, libera di essere libera di vagare nei repertori andando dalla musica barocca alla musica contemporanea, all’improvvisazione, scrivendo spettacoli, proponendosi in tutta quanta onestà, dando onore a se stessa onore studiando la storia di antichi personaggi.

Perché alla fine l’obiettivo qual è? Quello di guadagnare? Non sempre…

E, fu così, che da vari pacchi regalo uscì fuori la vostra soprano free lance preferita, che ama la libertà e considera la musica l’eredità sottile di geni del passato che hanno donato una maniera infinita di modi con cui far parlare gli animi e farli risuonare nelle gioie e nei colori di questa vita mondana.

Perché arrivare sul palco è un privilegio, lo so, che non può ammettere in questo scambio di colori e gioie nessuna tonalità di grigio.

Essere artista, avere una voce, è un dono da condividere con chi vuole ascoltare non solo con le orecchie ma soprattutto da cuore a cuore, con puro intento, per far parlare i sentimenti. 

Anche perché il mondo, quello vero, funziona così! 

Alla prossima. 

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